Pages Navigation Menu


Antibiotico – resistenza

Antibiotico - resistenza

La resistenza antibatterica è in costante aumento in tutta Europa. La questione della resistenza agli antibiotici ha assunto negli ultimi anni grande rilevanza: l’ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) ritiene che la resistenza agli antibiotici rappresenti la più grande minaccia nell’ambito delle malattie infettive.

Che cos’è?

La resistenza agli antimicrobici è la capacità di un microrganismo di resistere all’azione di un antibiotico. Quando ciò è dovuto alla natura del microrganismo stesso questa si chiama resistenza intrinseca. In tal caso il microrganismo in questione non è mai stato sensibile a un particolare antimicrobico. In altri casi, ceppi batterici che in precedenza erano sensibili a un particolare antibiotico sviluppano resistenza nei sui confronti. Si tratta della cosiddetta resistenza acquisita.
Microbi che sono resistenti a un tipo di antibiotico possono ancora essere sensibili ad altri tipi. A volte, un dato ceppo batterico può diventare resistente a diversi tipo di antibiotici. Viene comunemente definita resistenza multipla agli antimicrobici la resistenza a quattro o più antimicrobici appartenenti a classi diverse (unrelated).

Come si sviluppa?
Lo sviluppo di resistenza acquisita avviene attraverso ‘ la selezione naturale ‘. Dal momento che i batteri possono riprodursi molto rapidamente ( possono crescere e riprodursi in appena venti minuti), e in relazione all’enorme numero di microbi presenti nell’ambiente, lo sviluppo della resistenza microbica può verificarsi in tempi relativamente brevi.

L’antibiotico-resistenza acquisita può svilupparsi :

  • spontaneamente da una mutazione casuale del materiale genetico del microrganismo che lo rende resistente ad un certo tipo di antimicrobico. In tal caso, in presenza di tale antibiotico, i batteri sensibili non cresceranno mentre le ‘mutanti’ resistenti crescono e si moltiplicano e possono essere trasmesse ad altri animali o persone.
  • Dall’acquisizione di geni di resistenza direttamente da altri microbi. Il batterio che trasmette il gene di resistenza può non essere di per sé un agente patogeno. Quindi, un organismo non patogeno può sviluppare la resistenza e poi passarla a uno patogeno. Ciò è particolarmente importante nei batteri. Questi geni di resistenza sono presenti su pezzi di DNA che possono essere trasferiti tra i vari batteri e sono noti collettivamente come elementi genetici mobili. Questi elementi genetici mobili spesso contengono cluster di geni che possono contenere anche fattori di resistenza multipli, conferendo al microrganismo ricevente caratteristiche di resistenza multipla.

Perché è un problema?
I batteri patogeni resistenti non necessariamente provocano gravi malattie rispetto a quelli più sensibili, ma la patologia diventa più difficile da trattare, in quanto risulterà efficace una ridotta gamma di farmaci antimicrobici. Ciò può dar luogo a un decorso più lungo o maggiore gravità della malattia e, in alcuni casi, anche alla morte.

L’uso di antimicrobici sia negli animali e che nell’uomo può aumentare i livelli di resistenza nelle popolazioni batteriche, provocando di seguito problemi se la gente viene poi infettata da batteri resistenti. La misura in cui l’impiego degli antibiotici negli animali contribuisca al problema generale della resistenza agli antibiotici nelle persone è ancora incerta.

articolo tratto dal Ministero della Salute

Lascia un Commento